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Proloco di Groppallo - La storia di Groppallo dal sottosuolo

La nostra storia a 1000 metri ! 

 

Già in epoche remote il monte Castellaro fu utilizzato come avamposto per controllare le numerose vie che giungevano dalla pianura e si diramavano verso la Liguria, e non solo.

Una sommità posta a 1000 m d'altitudine, influenzata anche dal proprio nome, Groppallo, che non da spazio a tante teorie etimologiche, e al nome odierno, Castellaro, che ci riporta all'alto Medioevo dove il castello della famiglia "Gropallo" (con una sola "p"), troneggiava da qui dove ora troviamo la chiesa dell'Assunta con il suo cimitero.

I recenti scavi archeologici, condotti dal dott. Ghiretti e dalla sua equipe con l'aiuto del G.A.V.N. (Gruppo Archeologico Val Nure), hanno permesso di portare alla luce frammenti di manufatti riconducibili al VI - VII sec., resti di un granaio bruciato e la struttura di un'officina per la lavorazione della steatite oltre ad ulteriori reperti in rame, bronzo, ferro e monete di epoca medievale.

Tutto il lavoro compiuto da questi uomini, ha svelato buona parte della nostra storia, ritrovata sotto terra a mille metri di quota; l'estratto di queste fatiche è raccolto nel volume:

Un'officina per la lavorazione della steatite (X-XII secolo) ed un granaio carbonizzato (inizi XI) al Monte Castellaro di Groppallo (comune di Farini, media valle del Nure, Piacenza) : prima campagna di scavo (2006-2007) compilato da chi ha lavorato per mesi a questo importante progetto, ed edito dalla società "All'insegna del Giglio" nel 2009.

Qui la copertina:

 

 

 

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Autore: Claudio Gallini © 

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